Vivi il benessere ora, per un sano domani!

 
 

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In cammino verso il benessere

Cari amici e simpatizzanti dell'Oasi Benessere Due Laghi, in questo momento difficile, è importante più che mai avere cura di se stessi e dedicare attenzione al proprio benessere, inteso come salute fisica, psichica e spirituale. Noi all'Oasi Benessere Due Laghi, stiamo organizzando spazi e proposte che possano contribuire a rinforzare la nostra salute e benessere. 1) Prevenzione; grazie agli spazi ampi che mettiamo a disposizione, indoor e outdoor, possiamo garantire le giuste distanze e la gestione igienica più mirata. 2) Ristoro; grazie ad alimenti e bevande salubri derivate da prodotti dei nostri orti e frutteti, miranti a rinforzare le nostre difese immunitarie. 3) Riposo e relax; il poter soleggiarsi in totale relax è fondamentale per la nostra salute. 4) Natura; potrete godere del bell'ambiente lacustre e boschivo. 5) Movimento e svago; potrete usufruire dei grandi spazi e delle diverse proposte ricreative, tra cui: percorso-vita, beach-volley, nuoto, escursioni in bicicletta, e altri. 5) Rigenerazione del sé; grazie al Percorso Esperienziale. 6) Formazione continua, grazie a diversi operatori del benessere che organizzeranno eventi per divulgare tecniche per il proprio benessere. 7) Vari altri eventi da condividere con gioia e felicità.

La saggezza non è altro che la scienza della felicità.

André Gide

L’uomo saggio non cerca la felicità, ma l’assenza di dolore

Aristotele

L’uomo saggio non cerca la felicità, ma l’assenza di dolore

Aristotele

L’uomo saggio non cerca la felicità, ma l’assenza di dolore

Aristotele

Quando faccio il bene, stò bene. Quando faccio male, mi sento male. Questa è la mia religione.

Abraham Lincoln

Nella natura e nel silenzio sei vicino alla tua essenza

Anton

È meglio accendere una piccola candela che maledire l’oscurità.

Confucio

Nel viaggio della vita la fede è nutrimento, le azioni virtuose sono un rifugio, la saggezza è la luce del giorno e l'attenzione il riparo dalla notte. Se un uomo vive una vita pura,niente può distruggerlo.

Buddha

Programma eventi prossimamente

sui sentieri della spiritualita’ andina

Chiamata alla conoscenza e alla condivisione del benessere

Cari operatori nel campo del benessere fisico, psichico e spirituale, da anni all'Oasi Benessere Due Laghi abbiamo come filosofia e impegno il benessere dei nostri ospiti e visitatori, grazie alle limpide acque lacustri, ai boschi e prati circostanti, alla pace e al silenzio che garantiamo, e ai vari servizi che proponiamo, come una buona e sana cucina con i prodotti del territorio, i nostri alloggi confortevoli, e altro.
Il nostro intento è invitarvi a proporre e presentare al pubblico, presso l'Oasi Benessere Due Laghi nel periodo dell’anno e nei formati a voi più consoni, le pratiche e le tecniche in cui siete esperti e atte a migliorare le condizioni psicofisiche e spirituali delle persone.
Sarà nostro impegno mettervi a disposizione spazi e servizi, per poter al meglio presentare le vostre attività, così che possiate farvi conoscere, acquisire nuovi clienti e allargare il vostro bacino di utenza.

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Ciò su cui lavoreremo assieme

Corpo

Ci sarà l’opportunità di rinvigorire il proprio corpo mediante il movimento rigeneratore, il respiro, l’alimentazione e le varie pratiche ginniche proposte durante l’evento.

Mente

L’aspetto mentale del nostro vivere verrà praticato per mezzo di tecniche di concentrazione, di meditazione e di contemplazione. Ognuno quindi troverà il modo a lui più affine per disporre di una mente equilibrata, acuta ma amichevole.

Spirito

Il cuore, o nucleo essenziale di ognuno di noi, è il tramite con cui collegarsi alle energie invisibili ma sensibili in cui siamo immersi, ma che per lo più ignoriamo. Vi saranno pratiche per predisporre la propria sensibilità in modo da cogliere queste energie sottili, lasciarsi da esse pervadere e ritrovarsi così rigenerati.

Intento

Qual è il progetto di vita che abbiamo scelto? A riguardo, abbiamo fatto una scelta consapevole? Se si, ce la ricordiamo? Se no, sappiamo che siamo ancora in tempo per farlo? Tutto questo riguardo l’intento, cioè il come e il dove dirigiamo la nostra intenzione.

Operatori - Istruttori - Coordinatori

Anton Slanzi

Capitano

Di origine alto atesine, gia presente nel territorio da piu di trent'anni da frutticoltore è passato a oste e custode dei laghi. Ha fatto missione di vita la conservazione e il miglioramento dell'abitat naturale delle oasi formate dai due specchi d'acqua. Capitano della nave da quasi 20 anni a partire dal lontano 2002.
``cari lettori,
questa è la prima biografia che inaugura il blog. Io non sono un vero e proprio operatore , sono il coordinatore e ideatore di questo progetto di cui l'intento e' insieme a operatori del benessere di diffondere, consigliare, condividere e praticare ( in prima persona e con il mio staff) nel quotidiano istanti dedicati al nostro star bene.
In questi momenti di incertezza, paura, solitudine e smarrimento è importante praticare impegnarsi e agire per star bene dentro e fuori di noi, da qui nasce Vivi il Benessere ora! Per un sano domani..

Micaela Distante

Insegnante yoga

Appassionata del mondo olistico, insegnante di Hatha Yoga, Power Yoga, Postural Yoga, diplomata AIPY in Yoga per Crescere, Pilates e Ginnastica posturale

Alessandro Ervi

Kinesiologo e terapista Cranio Sacrale

in memoria a un grande uomo di intenti positivi

oasi benessere 2019

Especialista em Astrologia

vivi il benessere2020

intento

as

Cristiano Dall'Ara

Insegnante Metodo Feldenkrais, Terapista Cranio-Sacrale, Insegnante Pilates, Terapista Focusing.

La consapevolezza cura. Prima di descrivere il Metodo Feldenkrais, consideriamo la seguente domanda. Come affrontiamo le situazioni che riteniamo difficili? E come le risolviamo? Qui per situazioni difficili si intendono sia quelle fisiche, per esempio un dolore persistente, sia quelle esistenziali, per esempio una difficoltà irrisolta.
A volte formuliamo una spiegazione razionale di una situazione, ma raramente questo è risolutivo. Altre volte sminuiamo la situazione, o vogliamo convincerci che sia una risorsa, ma appena ci dimentichiamo di questa nuova convinzione scopriamo che siamo ancora in difficoltà. A volte agiamo d’impeto, cercando di dimenticarci del problema, ma spesso questo porta a conseguenze peggiori. Ci sono volte in cui proviamo a distrarci, per esempio bevendo un alcolico, ma dopo ci sentiamo solamente peggio. Potremmo anche chiedere un parere esterno, l’aiuto di un esperto o di un amico, ma di norma ci rendiamo conto che è difficile essere veramente capiti.
Raramente, se non mai, proviamo a prestare attenzione all’aspetto soggettivo del problema, al significato che noi diamo a una data situazione. Potrei allora chiedermi come mi sento riguardo il problema. Si noti che nel chiedersi “come mi sento” sono implicite due forme di risposta. In una diamo significato a cosa sentiamo. Nell’altra a come sentiamo. Nel primo caso, la risposta – spesso evasiva – intende la domanda riguardo al contenuto, quindi rispondiamo, per esempio, “Bene”, “Affaticato”, “Disilluso”, e così via. L’altro modo di rispondere si riferisce a come sto usando la mia attenzione per sentirmi, quindi rispondiamo, per esempio, “Sto sentendo la sensazione del malessere nel mio stomaco”, “Mi sto dicendo che non sono capace”, “Sto vedendomi in una situazione poco chiara”.
Sapere dove prestare attenzione, e come, è ciò che si dice essere consapevoli. Il Metodo Feldenkrais ha come obiettivo lo stato funzionale denominato consapevolezza, cioè il modo in cui noi attribuiamo significato, valenza, all’esperienza di una data situazione.
Il Metodo Feldenkrais, quindi, riguarda l’apprendimento, ma un tipo particolare di apprendimento. Di nuovo, la distinzione tra cosa e come. In genere, quando usiamo il termine apprendere intendiamo dire che apprendiamo “qualcosa”, come giocare a tennis, suonare il pianoforte, o una materia scolastica. C’è però un altro livello di apprendimento, quello detto di secondo ordine, cioè l’imparare a imparare, imparare il come.
Quando noi impariamo a imparare ci predisponiamo a cambiare la nostra struttura percettiva, in modo da poter prestare attenzione ai dettagli, alle distinzioni, che possono fare la differenza in una data situazione. Per esempio, giungo a notare che quando faccio un certo movimento col braccio, e sento dolore, blocco la mia respirazione. Ripristinando il respiro in modo attento, provando varie modalità di respirare, mi rendo conto che mi muovo meglio e, proprio perché mi muovo meglio, ora posso fare una distinzione più sottile, per esempio, che quando muovo il braccio blocco la mia scapola in una certa posizione. Se allora permetto alla scapola di coniugarsi al movimento del braccio, non solo sento meno dolore, o nullo, ma respiro ancora meglio. E così via, in modo sempre più preciso. Una volta che sono diventato consapevole di come la mia organizzazione precedente fosse controproducente, e ho sperimentato un numero sufficiente di volte la nuova organizzazione più efficiente, posso alternare le due organizzazioni, e integrarle, giungendo così, non solo a muovervi in modo più efficace, ma anche a disporre di un modo di ristrutturare le situazioni in cui ho delle difficoltà, anche quelle più complicate. Questo è il campo di lavoro del Metodo Feldenkrais.
Come si fa? Creando situazioni di apprendimento tali da suscitare la consapevolezza di una data situazione. Si tratta di ridurre l’impatto sensoriale relativo a ciò che c’è fuori di noi, o che in quel momento non-è-noi, ed evitare anche la distrazione determinata dai pensieri presenti, così che si possa generare una sensazione sentita che diventa il referente su cui lavorare. Per mezzo di variazioni metodiche del modo di percepirci, possiamo cambiare in seduta stante l’impatto che una data situazione ha su di noi, toglierci il peso di essa, sentirci più liberi, disporre di più modalità di percezione, di maggior mobilità, e, con il tempo, rendere l’impossibile possibile, il possibile facile e il facile divertente.
Il Metodo Feldenkrais parte dal movimento corporeo. Ci si predispone per una situazione di movimento facile e utile. Per esempio, distesi a terra, girare la testa a destra e sinistra. Riducendo in modo progressivo lo sforzo che attuiamo per fare il movimento e dirigendo l’attenzione di volta in volta a un aspetto percettivo diverso, la tensione generale del corpo si allenta, la respirazione diventa più profonda, noi ci distendiamo, diventiamo più lunghi, e il movimento diventa sempre più facile e piacevole. Possiamo così facilmente giungere alla sensazione di sentirci nella nostra interezza, un tutt’uno. Avendo così acuito la nostra percezione di noi stessi, diventa più facile sentire le differenze e correggerle, con la stessa facilità con cui quando vediamo un quadro storto lo raddrizziamo. Non abbiamo bisogno di pensare in che direzione spostare il quadro, l’azione correttiva si fa da sé o, meglio, si fa a un livello in cui non è necessaria la nostra coscienza. Il corpo vivente, infatti, sa come riorganizzarsi, guarirsi, rigenerarsi, ma deve essere lasciato fare, altrimenti è facile che si blocchi. Ci sono molteplici modi per bloccarsi, ma l’esperienza insegna che quello principale è la paura, l’ansia. Giungendo in modo metodico a uno stato di sollievo, sapendo come fare per saturarsi pienamente di questo stato, noi riprendiamo il cammino del nostro sviluppo. E dato che tale cammino è unico per ognuno di noi, noi impariamo a conoscerci sempre meglio, ad avere sempre più fiducia in noi stessi, a vivere la nostra vita, distinguendo ciò che è me da ciò che non-è-me. In una parola, scopriamo la nostra propria unicità.
Per finire, facciamo un ultimo accenno, ma senza approfondirlo. Una volta che l’atteggiamento qui descritto diventa abituale, noi non solo ci sentiremo meglio, ma saremo meglio, cioè sarà cambiata la nostra postura. Avremo un portamento più eretto, ma senza sforzo, avremo intenzioni più chiare e nette, quindi potremo agire più spontaneamente, ci inibiremo sempre meno. Saremo così giunti a quella che Feldenkrais definiva la “postura eretta potente”, quella in cui noi siamo i migliori amici di noi stessi.

• Le lezioni di gruppo si terranno il sabato e/o la domenica presso l’Oasi Benessere Due Laghi. Queste lezioni sono gratuite. Chiunque può parteciparvi.
• L’orario è ancora da stabilire, ma saranno tenute in conto le esigenze di chi si prenota.
• Il praticante dovrà munirsi di un materassino per la ginnastica, o di una coperta di panno, su cui potersi stendere. Gli abiti dovranno essere comodi, così da potersi muovere con facilità.
• Su richiesta l’insegnante si rende disponibile per lezioni private (tenute sempre presso l’Oasi Benessere Due Laghi).

Per informazioni: Cristiano Dall’Ara 329.2280225

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